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Questo blog vuole essere uno spazio di libera discussione sulle mie grandi passioni (ma non solo!): la biologia e le scienze in generale, la musica, i libri e tutto ciò che riguarda la natura e l'ambiente.

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Utente: Horty
Mi chiamo Adriano e sono ricercatore presso l'Università della Basilicata. Ho deciso di creare questo blog perché vorrei condividere i miei interessi con altre persone e perché mi piace raccontare e commentare tutto ciò che accade nel mondo. Oltre al lavoro, suono in una band di country music e mi piace molto camminare in montagna. Altra mia passione è la lettura, in particolare la fantascienza e la saggistica scientifica. Buona navigazione! Adriano

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martedì, 28 febbraio 2006




Un medico tra gli orsi (titolo originale Northern Exposure) è una serie tv composta da 6 stagioni, per un totale di 110 puntate, ambientato nella cittadina (immaginaria) di Cicely in Alaska, ma in realtà girata presso Roslyn, Washington. l telefilm, condito di citazioni cinematografiche e storiche, surreale ed umoristico, venne trasmesso per la prima volta dalla CBS tra il 1990 ed il 1995. Prodotto dagli Universal Studios, è stato creato da Joshua Brand e John Falsey. Oggetto di culto persino negli ambienti accademici, vincitore di numerosissimi premi della televisione americana, successo di pubblico e critica, purtroppo "ucciso" dai palinsesti italiani di Rai e Mediaset (praticamente non l'ha visto mai nessuno perché proposto di notte, di mattina in estate e trasmesso interamente solo una volta dalla Rai!). Il fatto che gli abbiano assegnato posti infami nei palinsesti è già garanzia di qualità. Negli USA, infatti, la serie ha vinto 2 Golden Globes, Emmy Awards e altri 23 riconoscimenti, ed ha ottenuto 55 nominations!

Ideato da Joshua Brand e John Falsey, Northern Exposure narra la storia di un giovane medico ebreo, neolaureato alla Columbia University e cresciuto a New York, che essendosi laureato usufruendo di una borsa di studio fornita dallo stato dell'Alaska, si vede costretto a prestare quattro anni di servizio in questo stato, ed e' cosi' che Joel Fleischman (così si chiama il protagonista) si ritrova in un minuscolo villaggio sperduto: Cicely.
Da qui si dipanano una serie di vicende divertenti, ma spesso di taglio e qualita' cinematrografica sia per quanto riguarda le sceneggiature che per le interpretazioni degli attori.

Degna di nota è la colonna sonora. Le immagini sono infatti accompagnate da una gran quantità di canzoni, prese da un repertorio che tocca praticamente tutti i generi (country in tutte le sue sfumature, jazz, rock, folk, blues, classica). La scelta dei brani evidenzia l'ottimo gusto degli autori e la loro cultura musicale che è di altissimo livello e che li porta a prediligere canzoni che, per ogni genere, rappresentano vere e proprie pietre miliari.

Penso che Northern Exposure sia sicuramente il telefilm migliore che esista. E' stata la serie tv che più ho amato: intelligente, ironica, originale, natura, cast perfetto, dialoghi e personaggi che catturano ed affascinano, atmosfere surreali e oniriche, filosofia, psicanalisi, culture diverse in grado di coesistere. Peccato che in Italia sia disponibile su dvd solo la prima stagione perchè è una serie che migliora di puntata in puntata. E' letteralmente un viaggio nell'anima, nelle sue multiformi sfaccettature, senza mai neppure un briciolo di banalità. E' l'umanità che si guarda allo specchio, senza eccessivi pudori e con una semplicità disarmante, regalando intatta una cristallina speranza.




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lunedì, 27 febbraio 2006

Dal sito di La Repubblica.

Il governo Berlusconi lascia una scuola statale più povera e precaria. Quella privata, viceversa, è più ricca. Dal 2001 ad oggi, nella scuola pubblica, gli alunni sono aumentati ma i docenti sono diminuiti. Le casse degli istituti hanno meno soldi da spendere sia per le attività didattiche sia per il funzionamento pratico. E ancora: le aule sono più affollate e il numero di insegnanti precari è da record. A farne le spese sono in primo luogo i più deboli: i portatori di handicap. Al contrario, le scuole private ricevono più soldi.

Secondo il pedagogista Benedetto Vertecchi "in questi anni è cambiata la linea di sviluppo del sistema scolastico italiano: fino al 2000 era di tipo solidale: la preoccupazione principale era di non determinare eccessive differenze fra le classi sociali. Per questo - continua il docente universitario - si abbondava nel numero degli insegnanti alla scuola dell'infanzia e all'elementare. Lo scopo era di aiutare gli alunni con maggiori difficoltà". Con l'avvento del governo Berlusconi cambia la rotta: "Nel 2001 si fa avanti un modello di tipo competitivo di stampo inglese o americano. La riduzione della spesa comporta una specie di selezione naturale per i più deboli e condizioni di favore per i più capaci". Ma, secondo uno dei maggiori esperti italiani del settore "il sistema è complessivamente regredito". "Il passaggio dal modello solidale a quello competitivo è avvenuto in modo imperfetto. Il peggioramento delle condizioni per i più deboli non è stato compensato da un equivalente miglioramento per i più fortunati e i dati Ocse oggi lo dimostrano ampiamente", continua Vertecchi.


Più duro il commento del sindacato: "Lasciano la scuola in mutande - commenta Enrico Panini, segretario generale della Flc Cgil -. Una scuola dove oggi regna tanta incertezza che si traduce in malessere degli insegnanti e superlavoro delle segreterie". Per Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola "sono dati che si commentano da soli". "In questi anni - aggiunge - la scuola pubblica è stata considerata come una spesa: si è registrata una progressiva riduzione degli organici e dei finanziamenti. Le scuole sono in difficoltà e solo il corpo docente è riuscito a tamponare a fatica la situazione". Insomma, occorre rilanciare la centralità della scuola: "Per farlo occorre investire. Siamo tra gli ultimi Paesi a destinare risorse nel settore dell'istruzione e della formazione: in rapporto a quello che si produce si investe poco".

Gli alunni e le classi. In quattro anni (dal 2001/2002, primo anno in cui il governo Berlusconi ha potuto intervenire "concretamente" sulla scuola, al 2005/2006) il numero di alunni si è incrementato di oltre 106 mila unità. La popolazione scolastica, la risorsa più preziosa per un Paese, è cresciuta del 1,4 per cento, toccando la quota record di 7 milioni e 714 mila alunni. I segmenti che hanno visto incrementare maggiormente bambini e ragazzi tra i banchi sono quelli della scuola materna (ora dell'Infanzia) e della secondaria di secondo grado (il superiore), che ha registrato una crescita superiore al 4 per cento. All'aumento del numero di alunni, tuttavia, non ha corrisposto un equivalente incremento del numero delle classi. In quattro anni, per ospitare 106 mila alunni in più sono state attivate appena 364 classi: è come se ognuna di esse ospitasse circa 300 alunni. L'affollamento delle aule è così aumentato, passando dai 20,3 a 20,6. "A Scampia, popolare quartiere di Napoli - spiega Panini - c'è una classe di scuola elementare con 38 alunni". Ma le sezioni più affollate in assoluto sono quelle della scuola dell'infanzia, con una media di 23,4 bambini per classe, seguite da quelle della scuola superiore. "In questo modo - osserva Di Menna - è un po' difficile parlare di insegnamento individualizzato".

I docenti di ruolo e i precari. Per quanto riguarda il personale della scuola, la politica dell'esecutivo è stata improntata ai tagli. Complice la Finanziaria del 2003, il cosiddetto organico di diritto - quello che garantisce la stabilità del sistema-scuola - è stato compresso al massimo: meno 13.260 posti per immissioni in ruolo, trasferimenti e supplenze. E se il ragionamento sull'organico di diritto può sembrare artificioso, basta conteggiare i docenti in carne e ossa. Quelli a tempo indeterminato sono oggi appena 709 mila e 800: 26 mila in meno di quattro anni fa. In compenso i precari - quelli che, loro malgrado, contribuiscono a rendere il sistema più instabile - sono aumentati del 26 per cento. In cattedra un docente su sette (122 mila in tutto, contro i 97 mila del 2001) è precario. Ma in totale - fra supplenti e di ruolo - i docenti sono diminuiti di quasi mille unità. La precarizzazione ha colpito soprattutto il sostegno agli alunni portatori di handicap. Oggi, quasi un docente di sostegno su due è precario.

I finanziamenti per le scuole pubbliche. La musica non cambia se si analizzano i finanziamenti arrivati nelle casse delle scuole. La Flc Cgil ha elaborato una serie di tabelle che descrivono in modo inequivocabile la situazione. In soli quattro anni, i fondi per le cosiddette spese di funzionamento delle scuole - i soldi che servono per comprare dai registri di classe alla carta igienica, passando per computer e stampanti - si sono quasi dimezzati (meno 44 per cento). E con la Finanziaria per il 2006 il governo ha racimolato altri 67 milioni di euro. Stesso discorso per i finanziamenti destinati ai Pof (i Piani dell'offerta formativa) delle scuole statali: i documenti che pianificano le attività educative delle scuole. Nel 2001, i Pof delle scuole ricevevano 258 milioni di euro oggi 197: un taglio netto del 24 per cento. "Il governo - sostiene Panini - ha messo in campo una politica di trasferimento di fondi che sono serviti a finanziare le scuole private e la finanza creativa di Tremonti. Anche la Corte dei Conti, in relazione alle esigenze delle scuole autonome, ha recentemente denunciato questa prassi".

Le scuole private. Se la scuola statale piange quella privata può sorridere. Sempre secondo la Cgil, i finanziamenti a vantaggio delle scuole non statali sono cresciuti e di parecchio. I Pof delle scuole non statali, che nel 2001 non ricevevano neppure un euro di contributo dallo Stato, ora ne ricevono 4,5 milioni. Incrementi anche per le risorse a vantaggio delle scuole elementari e materne private: si è passati da 476 a 532 milioni di euro. Un più 12 per cento che le scuole statali possono soltanto sognare.

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Ritorno dopo una settimana di assenza per parlare della violinista/cantante
Alison Krauss.

Il nome di questa affascinante e bravissima violinista dell'Illinois è ormai sulla bocca di tutti, grazie soprattutto al grande successo ottenuto dalla colonna sonora di "Fratello Dove Sei?" dei fratelli Cohen (in cui contribuiva con un paio di interpretazioni) e alle vendite consistenti dei suoi ultimi dischi di studio. E' quasi naturale allora che ci venga proposto un disco dal vivo dove
Alison ripercorre la sua lunga carriera (ha debuttato nel 1985), in una esibizione catturata durante la scorsa tournè a Louisville, Kentucky. Un bellissimo doppio Live, disponibile sia si cd che su dvd,  che include gli ultimi successi, i vecchi hits e diversi brani tradizionali interpretati con grandissima perizia tecnica dalla sua band, i fantastici musicisti che formano la Union Station: Dan Timinsky alle chitarre, Jerry Douglas al dobro, Ron Block al banjo e Barry Bales al basso sono in grado di far compiere quel salto di qualità che distingue Alison dalle tanti pretendenti al trono. La regina del new-bluegrass resta lei, anche se il successo è arrivato solo negli ultimi anni, quando, con dischi come New Favorite e Forget About it, il suo stile si è allargato alle ballate folk con arrangiamenti più melodici. I cambiamenti sono stati poco apprezzati dai puristi, ma la dimensione acustica del live riesce a creare una magia unica, che cancella alcuni momenti più vicini al pop che al bluegrass (Stay, Maybe). L'alternanza di dolci ballate a brani più classici è una scelta giusta e così nel primo disco troviamo le morbide The Lucky One e Baby, Now That I've Found You insieme allo strumentale di Jerry Douglas Choctaw Hayride oppure ai tradizionali Bright Sunny South e Tiny Broken Heart cantati da Timinsky. L'esperimento si ripete anche sul secondo cd con le vecchie melodie di Take me For Longing, Man of Constant Sorrow (tema centrale del citato film dei Cohen) e le più recenti New Favorite o There Is Reason.

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lunedì, 20 febbraio 2006




Pubblico volentieri nuove notizie sullo stato della lontra nel Parco Nazionale del Pollino e sulle problematiche relative alla centrale del Mercure inviatemi dal Dott. Giovanni Roviello. Tutti noi possiamo contribuire firmando la petizione spiegata nel testo con una semplice e-mail.



Centrale del Mercure - sviluppi e Appello per la Lontra


Gli esperti Dott. Felice Casson e Prof. ing. urb. Paolo Rabitti hanno presentato alla fine dello scorso Gennaio a Castrovillari (CS) e Rotonda (Pz), su richiesta di alcuni sindaci della zona e dell'ente parco del Pollino, una relazione da cui si evince la inopportunità della mega-(35 MW)-Centrale ENEL a biomasse del Mercure sotto molti punti di vista tra cui c'è anche quello, potremmo dire, della LONTRA.


Potete informarvi dettagliatamente al link:


http://www.ilriccio.info/Lontra/Lontra_index.html


Intanto la Centrale del Mercure resta chiusa anche perchè
(http://www.ismatera.it/falconaumanni/index.php?option=com_content&task=view&id=211
notizia degli ultimi giorni apparsa s u "Notizie dai Parchi" ) la Provincia di Cosenza le ha negato il permesso a scaricare le acque industriali prelevate dal Mercure.

Ma l'Enel incurante dei danni che potrebbe arrecare all'ecosistema fluviale del Mercure-Lao e della salute ambientale di tutta la Valle del Lao ha annunciato di voler ricorrere al TAR contro la Provincia di Cosenza (notizia del 12 Febbraio 2006
http://www.ismatera.it/falconaumanni/index.php?option=com_content&task=view&id=219 ).

Spero che la gente rifletta su quanto sta accadendo.

Vorrei invitare chi si imbatterà nel presente comunicato a sottoscrivere e diffondere il più possibile l'appello dell'associazione ambientalista Il Riccio di Castrovillari per la difesa della bellissima, quanto rarissima, lontra che visita, come si vin ce dagli studi del prof. Claudio Prigioni, diversi fiumi calabro-lucani, tra cui anche il Mercure-Lao, in pericolo per la Centrale omonima (e dove proprio in questi ultimi giorni sono state rinvenute numerose tracce di lontra), il S. Nocajo,  l'Argentino ed altri fiumi calabresi che devono considerarsi ospitare un'unica popolazione di lontre che si sposta tra questi fiumi utilizzando il Lao come corridoio principale.  Non si può escludere la presenza del mustelide sino al teritorio di Scalea dove sarebbe stata avvistata in passato. La lontra è un mammifero acquatico assai grazioso, notturno, assolutamente innocuo per l'uomo, di grande intelligenza ed è il simbolo di un ecosistema ancora intatto e da difendere.
E'tutelata da normative nazionali ed internazionali dato che è in via d'estinzione; la sua presenza deve essere un motivo di orgoglio per il Sud Italia dato che le ultime lontre italiane (in totale meno di 100!!!) si trovano p er lo più nel Cilento, in Lucania ed in Calabria ma sono pressochè estinte nell'Italia centro-settentrionale.

Per sottoscrivere l'appello in difesa delle lontre del Mercure-Lao minacciate dagli scarichi industriali della Centrale del Mercure si può inviare una mail di questo tipo:

A: ilriccio@ilriccio.info

Oggetto: Protezione della lontra nel Mercure

"Sottoscrivo l'appello per la protezione della lontra nel Mercure-Lao.
Nome Cognome - (qualifica, opzionale)- Città di residenza"

Se avete testimonianze (anche datate) sulla lontra nel comprensorio calabro-lucano e volete renderle note potete inviarle all'indirizzo lutra@GOZOMAIL.COM

Esse potrebbero servire per la redazione di una raccolta di segnalazioni sulla lontra. Sono sicuro che il modo migliore per difendere la salute propria e della propria terra passa attraverso la consapevolezza delle ricchezze che essa nasconde. 


dr. PhD Giovanni N. Roviello

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venerdì, 17 febbraio 2006




Feb 14, 2006:
Seeing in the Dark - Cassini imaging scientists, in search of the large atmospheric Saturnian storm recently detected by its powerful lightning-generated electromagnetic bursts, have found it by looking in the dark...


Non vi preoccupate, non è il diario di bordo del capitano Kirk dell'Enterprise, ma un altro bellissimo sito della sonda Cassini, che, dopo le Voyager del 1980, sta esplorando in modo approfondito Saturno ed il suo complicatissimo sistema di anelli e satelliti, alcuni dei quali piccolissimi e mai osservati prima dalla Terra. Il sito è corredato da un diario di bordo, da una galleria fotografica mozzafiato e dai dettagli tecnici del tragitto della sonda. Il team di ricercatori è capeggiato da una donna di orgine italiana (Carolyn Porco) che ha recentemente pubblicato un articolo sulla prestigiosa rivista scientifica Science sulle immagini riprese da Cassini durante il suo passaggio intorno a Giove (eh sì, dal momento che si trovava sulla strada è passato pure da lì prima di arrivare a Saturno!).

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martedì, 14 febbraio 2006





Lanciata il 19 gennaio, ha iniziato una missione che in nove anni la porterà ad esplorare il più lontano pianeta del Sistema Solare e, dopo altri cinque, la fascia di Kuiper popolata da asteroidi. A bordo anche le ceneri dello scopritore Tombaugh.
   
   
La sonda New Horizons (la visita al sito della NASA con il conto alla rovescia per l'arrivo a Plutone è d'obbligo) viaggia nello spazio verso Plutone: lanciata dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, dovrà percorrere circa cinque miliardi di chilometri in nove anni fino a Plutone e poi traversare il buio dello spazio per altri cinque anni prima di raggiungere il suo obiettivo. La sonda è destinata a esplorare sia Plutone, l'ultimo pianeta del Sistema Solare, che la sua luna Caronte e la fascia di Kuiper, regione esterna rispetto all'orbita dei pianeti maggiori e popolata da asteroidi e, forse, anche da comete.

La sonda, portata nello spazio da un razzo Atlas V, ha a bordo generatori elettrici al plutonio. La presenza a bordo d'una ventina di gk di plutonio aveva suscitato proteste e allarmi, nell'ipotesi che un incidente al decollo potesse disperdere nell'atmosfera materiale altamente radioattivo. I generatori nucleari di questi veicoli non sono utilizzati per la propulsione, ma sono indispensabili in quelle missioni interplanetarie in cui la sonda si allontana molto dal Sole e i tradizionali pannelli solari non sarebbero in grado di generare l'elettricità per far funzionare le apparecchiature di bordo.

New Horizons, prima sonda spaziale destinata a raggiungere Plutone, il nono pianeta del Sistema Solare, è frutto di un progetto del valore di 700 milioni di dollari. La prima tappa di New Horizons sarà il passaggio vicino a Giove, previsto nel febbraio 2007: sfruttando la forza di gravità del più grande pianeta del Sistema Solare, la sonda riceverà una spinta che le permetterà di raggiungere Plutone nel luglio 2015. Continuerà poi il suo viaggio verso la fascia di Kuiper, dove arriverà nel 2016 e che attraverserà fino al 2020. Nella fascia sono stati scoperti finora oltre 800 oggetti, fra cui alcuni di dimensioni notevoli, con circa 1.200 chilometri di diametro, grandi cioè la metà di Plutone.

La missione rappresenta per la Nasa una grande sfida. Prima di tutto a causa della lontananza dell'obiettivo: Plutone, scoperto solo nel 1930 - è l'unico pianeta individuato da un astronomo americano -, ha un orbita particolarmente eccentrica che ne fa variare molto la distanza dal Sole, fra 4,4 e 7,8 miliardi di chilometri (la Terra dista dal Sole circa 150 milioni di chilometri). La sonda raggiungerà Plutone quando il pianeta si troverà a una delle distanze maggiori dal nostro pianeta, dopo avere percorso circa 5 miliardi di chilometri (pari a circa 3 ore e mezzo di velocità luce). Tutte le tecnologie impiegate saranno messe a dura prova e il veicolo dovrà funzionare in un ambiente freddissimo.

Sulla sonda c'è anche tecnologia italiana: Galileo Avionica (società di Finmeccanica) partecipa alla missione con i suoi sensori stellari per il sistema di guida e controllo d'assetto del veicolo. Rendere la navigazione sicura e garantire il mantenimento di una posizione corretta della sonda sono le due principali funzioni di questi strumenti guida che Galileo Avionica realizza fin dagli anni '60. I sensori di stelle forniranno, per tutta la durata della missione, circa 16 anni, i dati sull'assetto e il posizionamento della sonda, grazie alla mappa stellare memorizzata al loro interno.

A bordo della New Horizons c'è anche una parte delle ceneri di Clyde Tombaugh, l'astronomo americano che lo scoprì nel 1930. E' stata la vedova di 93 anni, Patricia, a volerlo. La donna, in lacrime, ha assistito al decollo insieme alla figlia Annette Tombaugh-Sitze, giunta in Florida con la famiglia dal New Mexico. A bordo anche un CD coi nomi di 435 mila cittadini statunitensi.

Di studiare Plutone e le sue tre lune (Caronte è la più grande), c'è davvero bisogno, se è vero quel che dice uno scienziato della Nasa: ''Tutto quello che sappiamo finora di Plutone starebbe sul retro di un francobollo".

       
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